Blog



Lo stilista Ermanno Scervino parla dei mestieri della Moda che rappresentano il “saper fare italiano”

Lo stilista Ermanno Scervino parla dei mestieri della Moda che rappresentano il “saper fare italiano”

«Tanti ragazzi sognano di diventare stilisti e pochi ci riescono. Ma di modelliste, di persone che sanno cucire bene ce ne sono poche. E non restano mai disoccupate. Bisogna dare riconoscibilità e dignità a questi mestieri che rappresentano il “saper fare italiano»

Scervino: l’anima della moda unire tecnologia e artigianato

Lo stilista apre le porte della sua azienda: insegno l’abc del mestiere ai giovani

Beato fra le donne. Trecento donne, un piccolo esercito. La più giovane ha 20 anni, la più anziana 78. E lui adora lavorare con loro. Sono sarte con grande esperienza, come la signora Gabriella Maiani, la première che arriva dal settore della lingerie. Ma anche modelliste, tagliatrici, ricamatrici, addette al maglificio e al confezionamento. E il 40% non supera i 30 anni. Sì, perchè Ermanno Scervino è uno dei pochi, in questo momento, ad assumere i giovani nella sua azienda modello, sulle colline del Chianti, fra cipressi e roseti.

Il saper fare italiano  

«Tanti ragazzi sognano di diventare stilisti e pochi ci riescono. Ma di modelliste, di persone che sanno cucire bene ce ne sono poche. E non restano mai disoccupate. Bisogna dare riconoscibilità e dignità a questi mestieri che rappresentano il “saper fare italiano”. Si comincia da lì. Non puoi parlare di cinema se non sai chi sono Antonioni e Visconti. Per la moda è lo stesso. Devi riconoscere i tessuti, capire come trattarli, che resa hanno addosso… Guardate Gucci, Alessandro Michele nasce come assistente, ha fatto la sua gavetta e adesso ha un gran successo…», racconta lo stilista nel suo laboratorio di Bagno a Ripoli. Dove, fra gli altri, spiccano i manichini di clienti come Nicole Kidman, Amal Clooney, Kim Kardashian (vita stretta e fianchi prosperosi… si riconosce subito).

Tecnologia e artigianalità qui s’intrecciano. Ogni pizzo viene prima studiato al computer e poi realizzato a mano.«Solo con internet la moda sarebbe senz’anima, è la manualità a dargliela, a renderla speciale, di lusso», confida lo stilista, affiancato dal suo braccio destro, Tony Scervino, ceo della griffe.

Al bancone delle prototipie c’è Cristina con la figlia Evora: hanno imparato il mestiere dalla nonna Mirella, un’eredità professionale che non ha prezzo. Ma ci sono anche tante ragazze che arrivano da scuole come il Polimoda, la Tornabuoni, l’Istituto Marangoni (di cui Scervino è brand ambassador). Tutte artefici di una couture -à -porter fatta di cuciture minuziose, di intarsi impalpabili, di trine cucite fitte effetto pelliccia…di lavorazioni spesso sperimentali (come i macramè fatti con la rafia) messe a punto nell’ufficio stile 2.0, così complicate da essere inimitabili. «In Cina, regno delle contraffazioni, vendiamo molto perchè facciamo un prodotto che loro non possono imitare, lo considerano un lusso d’elite, ambitissimo. E questo spiega anche i costi di certi abiti», dice Scervino, abile a creare capi un attimo prima che li desiderino le clienti. «Noi italiani siamo bravi, esportiamo bellezza e stile, abbiamo un gusto internazionale che piace in Russia come in Asia e in America». Scervino vive di moda, produce capi per donna, uomo e bambini. Ma se avesse più tempo realizzerebbe anche un altro sogno: «Una linea per la casa: sarebbe il proseguimento di un modo di vivere che si riflette anche fra le mura domestiche».

Certo, creare circondati dal verde con le finestre affacciate su queste splendide colline aiuta. «Ma non basta, è fondamentale viaggiare, impastare il tuo concetto di bello con gli input che ti arrivano da altri posti. Come Londra, ad esempio, una fucina di talenti, di idee in continuo fermento. Devi mischiare, filtrare. E’ questo il compito dello stilista, altrimenti è solo industria».

Donne belle a tutte le età  

Scervino nel 2016 ha fatturato 100 milioni di euro con una previsione di crescita, quest’anno, in doppia cifra. («Se penso che 15 anni fa eravamo in sei…») E anche il suo E- commerce sta crescendo. In pochi mesi ha incrementato le vendite del 40%. «I social sono fondamentali, oltre all’immediatezza ti consentono di osservare da vicino gli abiti in movimento. Le clienti vedono i vestiti addosso alle celebrity e li ordinano». Scervino crea molti capi da red carpet per star bellissime. Ma gli piace anche vestire clienti mature. «Le donne sono straordinarie a tutte le età. Ci sono stilisti che in nome della modernità le imbruttiscono. Io cerco sempre di renderle belle e attuali. Se mi innamoro di un modello o di un colore che poi nella realtà non funziona lo elimino. La mia è una clientela trasversale: faccio abiti che piacciano alle ventenni, ma che possono essere indossati anche dalle madri. Basta cambiare gli accessori. Lo styling fa molto. Ribalta un look. La moda serve a farti stare bene, a piacerti e a piacere. Per me è un po’ una missione».

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/11/27/societa/moda/scervino-lanima-della-moda-unire-tecnologia-e-artigianato-thjWmLbMu5BSQrzNLPcXUK/pagina.html

 

CONTATTI
SCRIVICI

(leggi)