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Viola è il colore dell’ anno, ecco chi lo sceglie e come

Viola è il colore dell’ anno, ecco chi lo sceglie e come

Vediamo cosa c’è dietro un appuntamento annuale che dal 2000 condiziona i trend di mercato di grafica, design, fashion e moda

E viola sia

Il colore del 2018 è il viola. Più precisamente l’Ultra Violet (in codice: 18-3838). A sceglierlo sono gli esperti del Pantone Color Institute, presieduto da Leatrice Eiseman. Il viola nasce dalla mescolanza del blu e del rosso. Il primo incarna la saggezza, il secondo l’amore. Fino a oggi ha sempre rappresentato simbolicamente il mistero, la magia e la metamorfosi. La risposta al 2018 è quindi un colore “complesso e contemplativo” nel tempo è stato simbolo della controcultura, della rottura delle regole, e del talento artistico. Ultra Violet si pone come obiettivo quello di illuminare le strade e di guidare le persone verso un mondo migliore. Così viene definito dal brand che da anni detta le tendenze in fatto di colori. Prepariamoci quindi a vedere l’Ultra Violet in tutte le sue sfumature, così come tutti i colori che ogni anno Pantone sceglie ispirando aziende, designer e mercato. Lo troveremo nella moda, nell’arredamento, e perfino nel settore automobilistico.

Come viene scelto il colore dell’anno

Ogni anno a dicembre gli esperti di Pantone Color Institute, dopo aver esplorato fiere internazionali e le capitali dello stile in giro per il mondo, annunciano la loro scelta. Il colore Pantone dell’anno è scelto dagli esperti del Pantone Color Institute, presieduto da Leatrice Eiseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute, che consiglia anche le aziende su come utilizzare al meglio i colori per la loro immagine e le loro strategie di vendita.

Le origini dei Pantone

L’origine dei Pantone risale agli anni Cinquanta, quando la Pantone Inc. mise a punto un sistema di classificazione univoco dei colori in modo da poterli tradurre nel sistema Cmyk semplicemente con un codice, rendendo indubbiamente semplice la loro replica nella stampa. Tali codici vennero poi inseriti in appositi cataloghi, detti “mazzette” ai quali fare riferimento per la loro scelta. Questo sistema di classificazione ha migliorato notevolmente sia il lavoro degli stampatori, sia quello dei designer che da allora possono fare riferimento a questi codici e rappresentare in maniera univoca e precisa anche i colori degli elaborati. I codici Pantone sono composti da due indici, il primo ne identifica la famiglia, mentre il secondo ne specifica la tonalità precisa. Per i colori principali è possibile sostituire il codice con il suo nome (ad esempio Mimosa per il Pantone 14-0848).

Il Diavolo veste Prada

In una scena del film del 2006 “Il diavolo veste Prada”, in cui Miranda Priestly, direttrice di una rivista di moda, interpretata da Meryl Streep, spiega alla sua giovane assistente, interpretata da Anne Hathaway, che indossa un maglione in una particolare tonalità di blu nota come ceruleo. «Cerulean — spiega Priestly — si è mostrato per la prima volta alcuni anni prima in una collezione di Oscar de la Renta ed è stato presto adottato da molti altri influenti designer prima di “filtrare attraverso i grandi magazzini e poi gocciolare in un tragico Casual Corner, dove senza dubbio lo hai ripescato da un bidone» — dice. «Quel blu rappresenta milioni di dollari e innumerevoli lavori, ed è un po’ comico come pensi di aver fatto una scelta che ti esonera dall’industria della moda quando, invece i, indossi il maglione che è stato selezionato per te dalle persone in questa stanza». In realtà, è stato selezionato da Pantone. Sei anni prima dell’uscita di “The Devil Wears Prada”.

Il primo colore

In principio fu il Cerulean Blue 15-4020, il colore del cielo e del mare, proclamato nel 2000 “Colore del Millennio” dagli esperti Pantone grazie al suo effetto calmante che contrastava nettamente con la vita frenetica di tutti i giorni, ideale per tutti coloro che ricercavano un ambiente pacifico e spirituale. L’anno seguente, nel 2001 la tranquillità del blu era ormai dimenticata: Pantone celebrò infatti il Fuchsia Rose 17-2031, un colore deciso e accattivante, in grado di attrarre l’universo femminile. Nel 2002 fu invece la volta del True Red 19-1664, una tonalità di rosso intensa e profonda, dal forte richiamo patriottico, scelta in conseguenza anche degli attacchi terroristici dell’11 settembre. Da allora, in quasi vent’anni, quando il design digitale e i social media hanno ampliato le fila degli ossessivi dei colori, Pantone è diventata non solo una società, ma una sensazione, il suo marchio ha conquistato il mondo.

Il chip Pantone

Pantone e la sua casa madre, X-Rite – produttore di sistemi di gestione del colore e software che ha acquisito Pantone nel 2007 – ora hanno 17 uffici e stabilimenti di produzione in tutto il mondo e offrono prodotti usati da 10 milioni di designer e produttori ogni giorno. La libreria colori Pantone, che continua a crescere entro l’anno, contiene circa 10.000 tonalità uniche. L’espansione dell’azienda è stata aiutata dalla globalizzazione e dalla delocalizzazione della produzione. Con i progettisti in Europa, ad esempio, gli operatori di marketing negli Stati Uniti e le fabbriche in Cina, un’azienda può facilmente comunicare le scelte di colore su e giù per la catena di approvvigionamento, a condizione che tutte le persone coinvolte facciano riferimento allo stesso chip Pantone. Questi chip sono diventati la lingua franca del mondo visivo.

Fonte: Corriere Innovazione:

http://corriereinnovazione.corriere.it/cards/viola-colore-anno-ecco-chi-sceglie-come/come-viene-scelto-colore-anno.shtml

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